mercoledì, 17 agosto 2022, 05:29
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Glossario: Glossario delle metodologie e degli strumenti (docenti)
C

Cooperative learning

Il Cooperative Learning è un approccio di insegnamento attraverso il quale gli studenti apprendono in piccoli gruppi come soggetti attivi, aiutandosi reciprocamente e sentendosi corresponsabili del reciproco percorso. L’insegnante assume un ruolo di facilitatore e  organizza le attività strutturando “ambienti di apprendimento” in cui gli studenti gestiscono ogni attività di apprendimento come un processo di “problem solving di gruppo”.

Alcuni esempi di metodologie tipiche del cooperative learning sono il Debate, il Jigsaw, il Think-Pair-Share, il Round Robin e il Team-Pair-Solo.

D

Debate

Il debate è un metodo che può essere inquadrato all'interno del cooperative learning e della peer education.

Questo metodo consiste nel fornire agli studenti un tema, solitamente un tema dibattuto in letteratura o dalla società civile, sul quale vi siano posizioni contrapposte. Gli studenti vengono divisi in gruppi e a ciascun gruppo viene affidato il compito di documentarsi per sostenere la tesi a favore oppure contro l'affermazione oggetto del dibattito. Dopo una fase di studio e preparazione individuale/di gruppo svolta autonomamente, durante la lezione i gruppi si confrontano cercando di "convincere" della bontà della propria posizione. Infine il docente può dare una valutazione al lavoro svolto dai gruppi e/o dai singoli studenti.

Oltre ai contenuti disciplinari, questo metodo favorisce lo sviluppo di competenze quali risolvere i problemi, prendere decisioni, essere creativi, avere un senso critico, lavorare in gruppo, comunicare e relazionarsi efficacemente, gestire le emozioni e lo stress.

Diario riflessivo

La scrittura di un diario riflessivo è un compito che viene dato agli studenti per riflettere su una attività e sottolineare quanto appreso. Questo tipo di compito permette al discente di diventare consapevole di ciò che ha imparato, di valutarsi e di comprendere il processo di pensiero alla base delle proprie azioni.

Tipicamente, viene chiesto agli studenti di scrivere un diario con cadenza definita (giornaliera, settimanale o dopo ogni incontro) chiarendone l’obiettivo e l’oggetto. Il focus è sulla propria esperienza personale. Per guidare lo studente nella scrittura di un diario riflessivo possono essere utilizzate alcune domande stimolo quali:

  • Cosa ho fatto/cosa è successo?
  • Cosa ho pensato? Quali pensieri hanno guidato la mia azione?
  • Quali sensazioni/emozioni ho provato?
  • Cosa ho imparato?
  • Cosa potevo fare diversamente? Cos’altro si può/poteva fare?
  • Quali sono le ricadute future? Cosa farò dopo?

Ci sono molti approcci diversi alla valutazione del diario (solitamente di tipo formativo, ma in alcuni casi può essere utilizzato con scopi sommativi). Il metodo si valutazione dovrebbe essere scelto ad hoc per ogni specifico caso, bilanciando la valutazione dei contenuti disciplinari e delle competenze trasversali di autoconsapevolezza e metariflessione.

Didattica per scenari

Questa metodologia ha lo scopo di rendere gli studenti parte attiva del processo educativo. Punto di partenza di questo metodo è lo Scenario, ovvero un racconto di un ipotetico docente che decide di affrontare una parte dei contenuti del corso con i propri studenti. Ispirandosi a questa sorta di unità didattica ‘raccontata’ i docenti scrivono a loro volta, sempre in forma narrativa, il piano delle attività didattiche che intendono sviluppare (Learning Story) con la classe; nell’elaborare il piano prevedono lo svolgimento di una serie di attività da fare con gli studenti (Learning Activities). Ogni attività è descritta in modo flessibile e prevede una serie di strumenti operativi da usare durante le lezioni. Le attività proposte sono la componente che contiene gli ingredienti per il capovolgimento del tradizionale paradigma didattico ‘frontale’: propone azioni, strumenti e attività che sottendono metodologie centrate sullo studente.

Per approfondimento consultare il portale di Avanguardie Educative INDIRE

F

Flipped classroom

La Flipped Classroom è un approccio di didattica che comprende moltissime metodologie, non un metodo didattico specifico e formalizzato, Il termine “rovesciata” (flipped) si riferisce al fatto che viene ribaltata la struttura delle lezioni: mentre nella didattica frontale tradizionale la lezione teorica veniva spiegata in classe e gli esercizi assegnati svolti a casa, in questo approccio viene chiesto di apprendere le nozioni a casa, in autonomia, e di esercitarsi in classe tutti insieme, nel gruppo. I discenti passano, quindi, dal ricevere passivamente le informazioni erogate dal docente, all'essere soggetti attivi nell'apprendimento, autoregolando il proprio percorso formativo.

I

Icebreaker

Gli icebreaker sono attività che hanno la principale funzione di attivare e riscaldare i partecipanti alla formazione, portandoli in una condizione cognitiva ed emotiva più favorevole all'apprendimento e stimolando una predisposizione all'ascolto.
Esistono innumerevoli attività di rompighiaccio, che possono essere usate a seconda del contesto, della numerosità e delle caratteristiche dei partecipanti.
A volte, le attività possono essere funzionali a far presentare i partecipanti o a indagarne le conoscenze pregresse e le aspettative, ma un buon icebreaker dovrebbe privilegiare l'obiettivo di coinvolgere i discenti.
Le caratteristica che rendono efficace  questo tipo di attività sono:
  • far esprimere tutti, ognuno deve parlare anche dicendo una sola parola, ma è importante che nessuno sia escluso;
  • presidiare un clima non giudicante e senza contraddittorio sui contenuti. In un icebreaker è importante che ciascuno si senta libero di dire ciò che pensa;
  • far sentire i discenti protetti, evitare di metterli in condizioni di eccessivo discomfort, ad esempio, trattando argomenti delicati o troppo personali, o mettendoli in situazioni che evidenziano mancanze o lacune.
Esempi tipici di icebreaker sono il giro di tavolo di presentazione, le visiting card, le immagini evocative, l'intervista a coppie, ma ci sono tantissimi altri metodi, spesso anche poco strutturati altrettanto funzionali fintanto che si rispettano i tre principi elencati precedentemente.

Instant poll

Gli strumenti di instant poll (o domande in classe) sono metodi per la valutazione formativa da utilizzare in classe che spesso sono associati a metodi di formazione tradizionali, quali la lezione frontale, per stimolare la motivazione e il coinvolgimento degli studenti. Questi strumenti stimolano gli studenti a riflettere sui contenuti della lezione senza subirli passivamente e possono aiutare a mettere in luce aspetti poco chiari e a migliorare l'apprendimento.
La metodologia consiste tipicamente nel mostrare una domanda a scelta multipla su un tema appena trattato (o trattato in una lezione precedente) utilizzando una piattaforma di polling online che permette di mostrare in tempo reale la distribuzione delle risposte. Prima di dare la soluzione, il docente stimola la discussione con e tra gli studenti.
Alcuni esempi di piattaforme/strumenti utilizzate sono
  • socrative
  • mentimeter
  • kahoot
  • wooclap
  • poll everywhere
  • turning tecnologies (clickers)

In alternativa a queste soluzioni tecnologiche che necessitano che tutti gli studenti abbiano un device, si può distribuire dei cartoncini colorati e far rispondere alzando il cartoncino. 

J

Jigsaw

Il Jigsaw, la cui traduzione è puzzle, è un metodo formativo afferente all'approccio del cooperative learning. Gli studenti sono suddivisi in gruppi e ad ogni membro viene assegnato uno specifico compito da svolgere in autonomia. Successivamente i discenti si riuniscono nel gruppo predeterminato dal docente e si confrontano circa il lavoro svolto individualmente implementando vicendevolmente le conoscenze.

P

PAMOR

PAMOR è un acronimo che rappresenta le 5 attività iniziali che dovrebbero sempre essere svolte all’inizio di una formazione per stringere un patto d'aula. Tale acronimo sta per:

  • Presentazione: il docente e i discenti si presentano reciprocamente. Tale attività può essere svolta in diversi modi, spesso sono utilizzate metodologie di icebreaker a tale scopo.
  • Aspettative: il docente, ma soprattutto i discenti esplicitano le proprie aspettative sul corso (di cosa pensano che tratterà, come vorrebbero che si svolga, quali metodi si aspettano, cosa vorrebbero imparare, ecc).
  • Metodi: il docente esplicita i metodi che verranno utilizzati durante il corso specificando il tipo di didattica, eventuali esercitazioni, i metodi di valutazione, ecc...
  • Obiettiviformativi: il docente dichiara quali sono gli obiettivi attesi per gli studenti del corso. Tali obiettivi dovrebbero essere confrontati e discussi alla luce delle aspettative dei discenti.
  • Regole: quali regole si devono mantenere durante le lezioni (orari, pause, utilizzo cellulari, darsi del tu o del lei, domande, ecc...)

L’ordine con cui possono essere svolte queste attività non è rigido, ma può variare a seconda delle specificità del corso e delle preferenze del docente.

Questa attività permette di creare una cornice di senso rispetto alle attività del corso/lezione, instaurare una relazione positiva con gli studenti e allineare le aspettative dei discenti agli obiettivi del docente.


Peer education

L'insegnamento tra pari comprende tutti quei metodi in cui non è il docente il principale erogatore dei contenuti disciplinari, ma gli studenti stessi sono formatori dei propri compagni. Solitamente questi metodi vengono utilizzati in affiancamento a metodi più tradizionali o ad altre metodologie didattiche attive. Sono esempi di questo metodo il micro teaching, il debate, il PBL e molti altri metodi più o meno strutturati.

Peer evaluation

La peer evaluation è un approccio formativo costituito da un insieme di metodi e strumenti. In generale consiste nel far osservare e valutare l'attività di uno studente (o di un gruppo) da uno o più studenti compagni di corso. Questi metodi possono avere finalità certificative (ovvero la valutazione può concorrere alla valutazione finale all'esame), ma più spesso hanno finalità formative. Infatti, il processo di ricevere e, soprattutto, dare feedback sul lavoro di un pari permette una migliore comprensione dei parametri di valutazione e delle competenze necessarie a svolgere quell'attività, facilitadone l'apprendimento.

Problem Based Learning

Il Problem Based Learning è una metodologia didattica afferente all'approccio della Flipped ClassroomLa lezione teorica viene affrontata tramite lo studio autonomo svolto dai gruppi di studenti mentre il tempo in aula viene dedicato alla discussione e alla riflessione condivisa.

Il docente redige un problema reale/realistico costruito per elicitare gli argomenti specifici che vuole trattare nella suo corso. Il gruppo, composto solitamente da 6 - 10 studenti, discute il problema, individua autonomamente i propri obiettivi formativi e le conoscenze che devono essere approfondite per risolverlo. Dopo aver cercato le informazioni individualmente, gli studenti presentano e discutono quello che hanno trovato, fanno una sintesi e producono un elaborato.

In questo metodo il docente ha ruolo di facilitatore e moderatore della discussione, non di esperto, e si deve quindi astenere dal dare informazioni o spiegare i contenuti. Questo potrà essere fatto eventualmente dopo la chiusura del PBL se il docente o gli studenti ne sentissero la necessità.

R

Round Robin

Il Round Robin è una metodologia formativa afferente all'approccio del cooperative learning.

Gli studenti vengono suddivisi in gruppi. Un componente del gruppo assume il ruolo di segretario. Successivamente al gruppo viene assegnata una domanda/argomento e a turno ogni studente espone la propria risposta mentre il segretario le risposte. Ogni studente ha un tempo limitato e precedentemente definito per parlare. Mentre un collega parla, gli altri non possono interromperlo nè è permessa la critica nei confronti delle posizioni dei colleghi.

Può essere fissato un tempo aggiuntivo per la discussione libera dell'argomento dopo che tutti hanno esposto il proprio pensiero.

Alla fine del giro, ogni gruppo può condividere le proprie opinioni con la classe.

Rubrica di valutazione

La rubrica è una griglia di valutazione che descrivere i risultati attesi di un processo di apprendimento o di un processo lavorativo/produttivo. La rubrica valuta aspetti relativi alle prestazioni (prodotti) e al modo di realizzarle (processi) e ne indica il livello/grado raggiunto.

Attraverso una rubrica vengono definiti:

  • Le competenze acquisite dagli studenti al termine del percorso di formazione;
  • Il livello di padronanza raggiunto dagli studenti nella competenza appresa.

La griglia indica quindi il livello di competenza acquisito dallo studente in quanto i risultati attesi sono indicatori osservabili di tale competenza.

T

Team Based Learning

Il Team Based Learning (TBL) è un metodo formativo afferente all'approccio della flipped classroom che permette di utilizzare il lavoro in piccoli gruppi anche in classi con un centinaio di studenti. Il principale metodo utilizzato è quello di una valutazione tramite domande, solitamente a scelta multipla, con finalità principalmente formativa e, opzionalmente, certificativa.

Il metodo ha una struttura e un processo piuttosto rigidi che si compone di 3 fasi principali in aula precedute dallo studio individuale a casa:

  1. Individual Readiness Assurance Test (I-RAT): nella prima fase gli studenti rispondono individualmente alle domande sui contenuti della lezione;
  2. Team Readiness Assurance Test (T-RAT): nella seconda fase gli studenti rispondono in gruppo alle stesse domande dell'I-RAT;
  3. Team Application (T-APP): nella terza fase agli studenti vengono proposti dei problemi realistici e significativi pper la loro futura realtà professionale, simili a quelli proposti in metodologie come il Problem Based Learning. Gli studenti rispondono contemporaneamente e poi viene stimolata una discussione tra i gruppi.

Per un approfondimento su questo tema si veda il testo "Il Team Based Learning" di Antonella Lotti.

Team-Pair-Solo

Il Team-Pair-Solo è un metodo afferente all'approccio del cooperative learning e della peer education.

Il metodo prevede che la classe venga divisa in gruppi che hanno il compito di lavorare su un problema e risolverlo insieme; in seguito gli studenti sono divisi in coppie le quali risolvono un ulteriore problema da risolvere. Infine è richiesto ad ogni studente di risolvere autonomamente un terzo problema simile ai precedenti.

Questo è un metodo di scaffolding tra pariche consente di sfruttare l'eterogeneità della preparazione degli studenti, facendo in modo che gli studenti più preparati aiutino gli altri e li portino gradualmente a saper risolvere problemi inizialmente troppo difficili per loro.

Think-Pair-Share

Il Think-Pair-Share è una metodologia formativa afferente all'approccio del cooperative learning. Il metodo è composto da tre fasi:

  1. ogni studente del gruppo “pensa” autonomamente - ragiona circa la domanda/argomentazione proposta dal docente; 
  2. successivamente gli studenti si confrontano a coppie, condividendo quanto pensato nella prima fase;
  3. infine vi è la condivisione delle riflessioni fatte con il resto del gruppo o della classe. In questa fase si può chiedere a ciascuna coppia di condividere le proprie riflessioni oppure lasciare che gli studenti liberamente condividano ciò che vogliono.
V

Valutazione formativa

La valutazione formativa, si compie in itinere per rilevare come gli alunni recepiscono le nuove conoscenze. In questo contesto la valutazione è considerata uno strumento didattico e inserita nel processo di insegnamento per permettere al discente di autovalutarsi, riflettere e mettere in discussione i contenuti del corso.

La valutazione formativa è, inoltre, utile ad aggiustare il tiro, adeguando l’attività didattica alle diverse esigenze e caratteristiche degli studenti.

Valutazione sommativa

La valutazione sommativa o certificativa, si effettua per rilevare le conoscenze e le competenze alla fine delle unità di apprendimento. Ha quindi la funzione di certificare l'acquisizione delle conoscenze e delle competenze da parte degli studenti. Si esplicita solitamente con un voto e, in misura minore, con un giudizio.

Tale valutazione può anche avere una funzione formativa perché consente allo studente di avere un feedback sul livello delle loro prestazioni. Solitamente, però, questo feedback è tardivo, e raramente il docente può intervenire per migliorare l'apprendimento. A questo scopo, è auspicabile l'utilizzo di qualche forma di valutazione formativa durante il percorso didattico.

W

World cafè

Il World Cafè è un metodo che può essere utilizzato nell'ambito della flipped classroom, ma anche con finalità di esplorazione delle aspettative e delle conoscenze di partenza della classe. Questo metodo è strutturato per stimolare la discussione e lo scambio di idee tra studenti, permettendo a tutti di confrontarsi in piccoli gruppi su diversi argomenti durante la stessa lezione.

Per utilizzare questo metodo, il setting è un fattore molto importante: è necessario allestire un numero sufficiente di tavoli, possibilmente rotondi, che possano ospitare 4-7 studenti. Su ciascun tavolo deve essere posto un grande foglio e dei pennarelli. Su ciascun tavolo si discute un tema diverso per un tempo stabilito (tra 10' e 30') e prende nota sul foglio. Allo scadere del tempo, gli studenti si spostano al tavolo successivo dove potranno vedere cosa hanno scritto gli studenti del turno precedente. Per ogni tavolo uno studente si ferma e fa una sintesi di quanto detto dal gruppo precedente, introducendo la discussione.

Quando tutti i gruppi hanno transitato su ciascun tavolo, si leggono e commentano in plenaria i fogli di ciascun tavolo.

Per approfondimenti si veda la guida al World Cafè.